pizza al taglio torino centro

Piccola, alta, croccante e fumante!
Michele che, sin dallapertura, nel 1920, nella centrale e suggestiva piazza Vittorio Veneto di Torino, non smise mai di creare un prodotto di altissima qualità.
La minore quantità di lievito presente nellimpasto (in proporzione di 1 a 4) rendevano oltretutto la pizza al tegamino molto più digeribile rispetto alla classica pizza napoletana.La pizza al mattone, preparata, come specifica lo stesso nome, in forni realizzati in laterizio (materiale che trasmette più lentamente il calore a temperature così elevate, si sarebbe sicuramente bruciata e seccata. Probabilmente è anche merito suo e dei discendenti che ne hanno portato avanti la tradizione, se a Torino la gente ha cominciato a riscoprire questo semplice piatto che ha ritrovato, negli ultimi, anni una seconda gloriosa giovinezza.Una ricetta che si tramanda dagli anni 30, per una pizza al tegamino inimitabile, croccante e saporita.Quella al tegamino, dal secondo dopo guerra fino agli anni ottanta è stata la pizza più diffusa a Torino.Quando, alla fine degli anni 90, nella capitale piemontese si affermarono pizzerie taglio al plasma prezzi che riproducevano fedelmente lautentica ricetta partenopea la pizza al tegame venne relegata ad un ruolo di secondordine, spesso accostata e assimilata alla sua dozzinale compagna di forno.La cottura della farinata prevede unelevata quantità di calore che, un tempo, poteva essere ottenuta soltanto in forni dal fondo metallico.
Grazie alla cottura nel suo contenitore diventava più alta e soffice di quella al mattone, con una crosta sottile e con il fondo lievemente fritto per via dellolio con cui si ungeva il tegame prima dellinfornata.
La nuova vita della pizza al padellino.
Se la farinata può vantare leggende specifiche che ne raccontano lantica storia, i natali della pizza al tegame (o, come altri la chiamano, al padellino), sono più umili ed incerti.Con questo sistema alternativo di preparazione, la pizza al tegame acquisiva nuove caratteristiche organolettiche.Il tegame in allumino in cui limpasto veniva colato, serviva, oltre a proteggere la pizza dallimpasto di ceci in cottura, a creare dosi monoporzione. .Ci si dimenticò che la povera pizza al padellino era qualcosa di diverso, con una sua specifica tradizione e con peculiari caratteristiche organolettiche.La pizza al padellino: fedele compagna della farinata.Allepoca era possibile acquistare anche la classica pizza al mattone, ma non esistendo un vero e proprio metro di confronto con la pizza napoletana buona, molti locali spesso offrivano uno scadente preparato industriale di scarsa qualità.Di sicuro è nata come fedele compagna di forno della torta di ceci per le sue modalità di cottura e per la sua caratteristica di piatto dasporto.



Il suo segreto era nella scelta di ingredienti superiori, una ricerca di qualità trasmessa alle generazioni successive che la preparano con olio IGP.
Accompagnata da una birra e preceduta dallimmancabile farinata, creava un semplice momento conviviale intorno a cui i torinesi si radunavano per trascorrere, in allegria, una piacevole serata.

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