Quelli popolani e partigiani della Spagna, questi nobili e difensori dei diritti della città.
Dopo la miglior gratta e vinci online presa della capitale tutte le altre terre riconobbero la nuova signoria.
Credendo di potersi tutto permettere, cominciò a disdegnare il consiglio degli altri, a commettere atti di inaudita violenza, a inferocire contro tutti coloro di cui sospettava, a procedere in modo così crudele e strano da giustificare la credenza, nata tra il popolo, che il viceré.Parecchi altri fedeli dell'Alessi subirono la stessa sorte e i nobili furono convinti di avere debellata la rivoluzione; ma il loro contegno spavaldo, sbolliti i furori che avevano insanguinato la città, fece trasalire la plebe intuendo il tranello in cui era caduta e si pentì.In virtù di questo diploma i Messinesi, salvo i casi di Stato, dovevano essere giudicati, sia in materia civile che criminale, dai loro giudici, dinnanzi ai quali dovevano esser portate le controversie col fisco; ogni ordine del re, contrastante con la costituzione della città, non.Profili del mercante medievale, a cura.Ma nessuno di questi matrimoni riuscì fecondo, né lo fu quello del cardinale francesco maria de' Medici, fratello di Cosimo, con la giovane eleonora, figlia di Vincenzo Gonzaga duca di Guastalla, che forse non riuscì mai vincere la sua ripugnanza per il vecchio marito.Egli stesso il 28 aprile riceveva a nome del suo sovrano dai Messinesi nella cattedrale il giuramento di fedeltà e riconfermava loro tutti i privilegi che avevano fino allora goduto.Seguendo la tradizionale politica spagnola, lo straticò fece nascere rivalità ed odi tra i plebei e i nobili e fu causa del sorgere di due partiti detti dei Merli e dei Malvizzi.I minatori, che stavano di guardia di quel baluardo, visto il pericolo, diedero fuoco ad una mina che fece saltare in aria un gran numero di Francesi che si trovavano presso la ridotta, costringendo a fuga precipitosa i superstiti.Per un momento ebbe il sopravvento il partito del duca di Guisa, che, sollecitato mentre si trovava a Roma, si affrettò a recarsi a Napoli, su cui vantava diritti come discendente di Renato d'Angiò.Luigi XIV, avuto sentore del trattato concluso dal duca di Savoia, ordinò al Vendóme di arrestare tutti i piemontesi - oltre diecimila - che militavano sotto le bandiere di Francia e di marciare con l'esercito verso il Piemonte.Durissimo fu il combattimento, che, cominciato nelle prime ore pomeridiane, terminò al tramonto; circa ottomila uomini caddero sul campo e numerosi furono quelli che perirono annegati nell'Adda; fra i morti si contarono il principe Giuseppe di Lorena e i generali Leiningen e Bibra.
Gabriella Airaldi, Leco della scoperta dellAmerica: uomini daffari italiani, qualità e rapidità dellinformazione) Molto documentazione su questo periodo storico.
Delle indecisioni del duca d'Ossuna approfittò il cardinale borgia, andato a sostituirlo nella carica di vicerè: egli riuscì a penetrare di notte nel castello senza che l'Ossuna si accorgesse di nulla.
La richiesta dell' intervento francese alienò da Messina le simpatie delle altre città siciliane.Il Della Torre assicurava di disporre di due o tremila uomini armati con i quali non gli sarebbe riuscito difficile di penetrare a Genova perché il capitano di una delle porte era d'accordo con lui, e di trarre a ribellione la città in cui contava.Ferdinando avrebbe operato volentieri sagge riforme, ma le condizioni politiche dell' Europa e specie dell'Italia lo costrinsero a dedicare la maggior parte della sua attività alla difesa dello stato.Martino, ma alla fine la rivolta in qualche modo fu sedata i promotori furono appesi alle forche.Ma l'ultima parola per la successione medicea non era stata ancor detta.Continuò l'agitazione, ma senza direttive precise, priva d'un capo che guidasse e disciplinasse l'azione del popolo, il quale se da un canto non voleva cedere alla nobiltà e al vicerè, dall'altro non sapeva certo da solo come risolvere la questione del pane per la mancanza.



Rifugiatosi nelle scuderie, di là passò nel convento.
Il duca di Savoia (lo abbiamo conosciuto nella sua biografia) come al solito non ascoltò i consigli della repubblica veneta e continuò le pratiche insieme col Lesdiguières, il quale agiva per conto del re di Francia.
Diedero addosso ai Malvizzi.

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